Fondazione Teresa Camplani

Fondazione Teresa Camplani è una realtà sanitaria senza scopo di lucro promossa dalla Congregazione delle Suore Ancelle della Carità di Brescia.

In tutte le strutture della Congregazione, operante nella Chiesa e nella società civile da oltre 150 anni, le attività sanitarie vengono esercitate nel pieno rispetto della dignità della persona umana ed i professionisti che in esse prestano la loro attività sono vincolati a operare secondo i principi della deontologia specifica della loro professione, mantenendo alto il profilo etico e adottando comportamenti coerenti con il patrimonio morale espresso dalla Chiesa Cattolica.

Conseguentemente la tutela della vita, la promozione della salute, il recupero delle risorse fisiche compromesse e la migliore assistenza per i malati rappresentano ad un tempo espressione del carisma della Congregazione ed obiettivi perseguiti tenacemente dalla Fondazione Teresa Camplani.


La Fondazione eroga prestazioni sanitarie di elevata qualità in tre strutture della Lombardia ovvero:

La Casa di Cura “Domus Salutis” in via Lazzaretto, 3 a Brescia;
La Casa di Cura “Ancelle della Carità” in Via Aselli, 14 a Cremona;
La Casa di Cura “San Clemente” in Viale Pompilio, 65 a Mantova;
La Comunità “Nuova Genesi” in Via Lazzaretto, 1 a Brescia.

 
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  • Il cerchio rappresenta il mondo nella globalità delle molteplici situazioni di fragilità: in questa circolarità di umani appelli e risposte la Fondazione vuole operare.
  • La Croce, al centro, rappresenta Gesù, Cuore del mondo, ispiratore e fondamento di tutte le diverse e complementari attività offerte dalla Fondazione: da Cristo tutto è generato, a Cristo tutto viene riconsegnato.
  • Il disegno è composto da mattoni con misure forme e colori differenti: il bene comune, perseguito dalla Fondazione, scaturisce dall’armonica collaborazione dei diversi soggetti.
  • Il cerchio non è chiuso: la Fondazione si propone come luogo aperto, capace di accogliere tutto ciò che concorre ad arricchirla al suo interno, per introdurre nell’umanità affidatale, provata dalla sofferenza, nuove prospettive di vita nella guarigione, o di accompagnamento nella prossimità e nella speranza cristiana.
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Teresa Camplani, Madre Teresa Zaveria Teresa

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(Brescia 1807 – Mantova 1868)

Appartenente ad una famiglia profondamente cristiana e agiata, i suoi genitori Germano e Margherita Sasella l’affidano per la sua educazione alle suore Salesiane di Salò (Brescia). Ha la fortuna di ricevere una formazione accurata e completa sotto l’aspetto umano, cristiano, culturale, professionale e religioso. Aperta e volitiva, acquisisce con il sapere, anche le virtù umane e cristiane che formano l’ossatura della sua robusta personalità. Assimila lo spirito di carità, di dolcezza, l’ardore apostolico delle Salesiane della Visitazione, figlie spirituali di san Francesco di Sales. 

Dopo matura riflessione, entra nella Pia Unione delle Ancelle della Carità, il 20 maggio 1840. È tra il numero delle prime fortunate compagne che prendono servizio all’ospedale cittadino con la Fondatrice. Fa parte delle ventisei compagne che, il 18 giugno 1852 ricevono la divisa delle Ancelle della Carità di Brescia, da Monsignor Girolamo Verzeri, nella Chiesa di San Lorenzo. Dopo tre giorni, emette la Professione religiosa, assumendo il nome di Suor Teresa Zaveria

Giovanissima, il 31 agosto 1841, è scelta quale responsabile della prima casa filiale dell’Istituto, in servizio all’ospedale di Cremona; vi rimane 14 anni. Teresa è oggetto delle amorevoli attenzioni di Paola Di Rosa che spesso le invia le sue missive, preoccupandosi della sua prima Comunità fuori Brescia. La Fondatrice richiede un forte e coerente spirito di comunione da parte delle sue suore e della comunità di Cremona nei confronti della Casa Madre di Brescia, ribadisce l’unità di spirito delle Ancelle, “aventi un’unica Superiora, un’unica regola, un unico stile di vita”. Teresa conserva una fitta corrispondenza con la Fondatrice non solo per sé, ma per la formazione delle sue consorelle.


A Cremona, Teresa riceve la visita dell’Arciduca Ranieri, Viceré del Lombardo Veneto, il quale esprime la sua piena soddisfazione per la sua opera e quella delle sue compagne, appartenenti all’Istituto delle Ancelle della Carità. Teresa condivide, con maturo senso di responsabilità le difficoltà e le gioie della Fondatrice, l’organizzazione delle prime comunità, le preoccupazioni causate dall’attesa per l’approvazione definitiva dell’Istituto. Alla “dilettissima Teresa” adatta per capacità e virtù, suor Maria Crocifissa, chiede il sacrificio di lasciare Cremona per recarsi in Croazia, allora sotto l’Impero Austro-Ungarico. Responsabile della nascente Comunità, con tre novizie insegnanti, raggiunge Ragusa nel novembre 1853 e dà inizio ad una scuola per ragazze di condizione civile e nobili, assecondando le richiese del Vescovo Tomaso Jederlinić. Teresa, animata dallo spirito di carità della sua Fondatrice, apre anche un oratorio festivo per le operaie e questa è la scintilla che apre un’incomprensibile disapprovazione da parte del Prelato che, a sua insaputa, scrive a Brescia, accusando Madre Teresa di “disobbedienza” . Richiamata ripetutamente dalla Fondatrice, tramite posta, la Camplani continua l’opera, ma per i disguidi postali del tempo le missive non trovano riscontro.

Il 31 agosto 1854, la Fondatrice richiama Madre Camplani in Italia e la sostituisce il 20 novembre successivo con Madre Celeste Brilli.
Madre Teresa è inviata come Responsabile in una Comunità a Mantova. Ella adora la divina Volontà, e continua con umiltà il suo apostolato sempre fecondo di opere sante. La malattia e la morte della Fondatrice la rendono più attenta a viverne lo spirito e a diffonderlo tra le sue consorelle.
Il 18 novembre 1868, Madre Teresa è colpita da paralisi cardiaca e successivamente da emorragia cerebrale: si spegne rapidamente, assistita dalle sue consorelle, che l’amano e la venerano come una santa.